Progetto espositivo SOTTOVUOTO per una città epidermica con ROBERTO PUPI e MARGHERITA VERDI.

11/27 Gennaio 2024

Opening giovedì 11 gennaio ore 18

La città contemporanea non è sicuramente un’area chiusa ma un sistema complesso di flussi e di funzioni, un perimetro permeabile dove s’intrecciano attività e popolazioni sempre più diversificate.
Sono numerosi i tentativi da parte degli studiosi di coniare nuovi termini e nuove metafore per definire la città contemporanea come città diffusa, reti di città etc.

I dati sull’andamento demografico mostrano che, in questo periodo, si sta verificando un fenomeno di portata planetaria: per la prima volta da quando la città ha fatto la sua comparsa, la popolazione urbana del pianeta è diventata maggioranza sulla terra.

Guardare la città è come analizzare la società nei suoi diversi aspetti materiali e immateriali, la città è infatti un oggetto profondamente ambiguo, difficile da sintetizzare, composta da una parte visibile e riconoscibile (gli edifici, lo spazio costruito), oggi peraltro sempre più cariche di aspettative simboliche, ma parliamo di città “sottovuoto” in quanto città spopolate rese visibili solo dai simboli architettonici e umani.

In questo progetto ci ripromettiamo di considerare lo spazio urbano, come somma di segni, di mappe mentali costruite individualmente dai suoi abitanti. Nella percezione della città che ognuno di noi può sperimentare, prende rilievo il suo carattere simbolico, o meglio ciò che la rende riconoscibile e rassicurante. La mostra tenterà di evidenziare i segni che determinano le identità e le forme di attaccamento più o meno deboli che ci permettono di abitare lo spazio urbano. Lo spazio, verrà qui inteso come luogo, che non parla da solo ma grazie al filtro della percezione e alla cultura di chi lo legge.

La città dunque come un fatto sociale o psicologico, ancorato fortemente alla materialità dei manufatti. La fisicità dei luoghi (la pietra, il muro) anche nella loro palpabilità restituiscono certezza di essere, in una sorta di sicurezza che è prima biologica e poi sociale.
È attraverso la simbolizzazione che il significato della città supera la natura fisica che, a sua volta, lo sostanzia,: il colore delle case, l’altezza degli edifici, la presenza e dimensione di monumenti, di targhe commemorative, l!intimità delle piazze, sono innervate di significati, contribuiscono ad alimentare il patrimonio mnemonico della comunità.

Condividi questa contenuto dove vuoi!!!